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di Alessandro Migliaccio


Dobbiamo riflettere sul comportamento di alcuni giornalisti napoletani


Articolo del: 27-04-2009


dal sito www.francoabruzzo.it   Dobbiamo riflettere sul comportamento di alcuni giornalisti napoletani di fronte al collega schiaffeggiato dal comandante dei vigili urbani

Alessandro Migliaccio:  “Lo schiaffo dei colleghi e il silenzio delle Istituzioni: le disavventure di un giovane giornalista professionista”.
INTERVENTO DI ENZO IACOPINO.

Roma, 20/12/2008. Il collega Alessandro Migliaccio, che nella sua incredibile vicenda è stato assistito da Unione Cronisti Campani e dall’Assostampa Campania, ha mandato all’Unci questo intervento: 
"Se è vero, come è vero, che ho denunciato il capo dei vigili di Napoli perché ha osato darmi uno schiaffo per un mio articolo che non gli è piaciuto, allora è pur vero che non resterò zitto di fronte all'attacco che sto subendo da alcuni colleghi napoletani. Bugie sull'articolo "incriminato", assurdi collegamenti tra la vicenda dello schiaffo (reale) e quella (presunta) di una busta con proiettile recapitata al comando della Polizia municipale di Napoli, ma perfino articoli in cui, in maniera velata, si giustifica l'assurdo gesto violento del capo dei vigili.
Insomma, sono stanco di questo attacco portato avanti da diversi colleghi amici, evidentemente, del comandante della Polizia municipale. Quelli stessi colleghi che per una settimana hanno ignorato l'accaduto, dandone poi risalto solo dopo che la  notizia è stata data da "Tg3-Lineanotte", e quindi da un'emittente nazionale.Il mio legale, Elena Coccia, si è vista costretta ad inviare alle redazioni di diversi giornali locali una richiesta di rettifica in merito ad articoli in cui chiaramente si affermava che io avrei indicato l'indirizzo di casa del comandante della Polizia municipale mettendo a rischio la sua incolumità. Non solo nell'articolo non c'è nessun indirizzo ed il capo dei vigili non rischia nulla, ma perché spostare l'attenzione sull'articolo piuttosto che condannare lo schiaffo, ovvero il gesto violento ed inaccettabile?
Spero che, almeno Voi, vogliate intervenire in questa incresciosa vicenda che mi vede vittima di due schiaffi. Inutile dirVi che il secondo è quello dei miei stessi colleghi napoletani, che non hanno capito che se ho intrapreso una battaglia legale denunciando il capo dei vigili di Napoli, l'ho fatto solo per difendere la libertà di stampa di tutti i giornalisti e quindi anche la loro. La stessa libertà di stampa che, come ho avuto modo di dire ad alcuni miei colleghi, vale molto di più rispetto agli
"equilibri da mantenere" delle loro redazioni o rispetto alle loro stesse amicizie con gli "alti in grado".
Sappiate che, col silenzio dei colleghi e con le bugie di alcuni giornali, la nostra categoria sta facendo una pessima figura a livello nazionale e questo lo potrete riscontrare su moltissimi siti internet in cui ancora si commenta la vicenda. Spazi di libertà in cui ognuno dice la sua e in tanti mi invitano a non mollare e a non deludere chi lotta per una giusta causa: l'articolo 21.RingraziandoVi per quanto avete già fatto, porgo cordiali saluti".
Alessandro Migliaccio, semplicemente un giovane giornalista professionista   
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Caso  Migliaccio: Sementa è al suo posto. Iacopino: "Il sindaco non fa nulla"
Roma, 23 dicembre 2008. Il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, in relazione a quanto accaduto a Napoli il 5 dicembre ha dichiarato: “Sono più di due settimane da quando il comandante dei vigili urbani di Napoli ha fatto convocare nel suo ufficio il giornalista Alessandro Migliaccio, lo ha fatto identificare e lo ha schiaffeggiato. Che cosa è accaduto? Nulla. Autorevoli esponenti della giunta del sindaco Rosa Russo Iervolino hanno assicurato provvedimenti, che non sono arrivati, invitando l’Ordine dei giornalisti a non prestarsi a strumentalizzazioni. Le uniche che fin qui ci sono state sono risultate quelle di chi ha tentato di accreditare la voce che il collega Migliaccio ha pubblicato l’indirizzo di casa del comandante Luigi Sementa, nel patetico tentativo di giustificare la gravità del gesto di un pubblico ufficiale. Senza trascurare un particolare: quella notizia è falsa, Migliaccio non ha pubblicato quell’indirizzo. E’ vero, invece, che sindaco e giunta – per quanto distratti dai molti affanni che li hanno colpiti – continuano a non fare nulla. Un comportamento davvero significativo”. (www.odg.it)

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NAPOLI. CRONISTA
SCHIAFFEGGIATO:
IMMAGINI IN TV
DIVENTA UN CASO.
SINDACO: RISPETTARE
LA LIBERTÀ di STAMPA.

Napoli, 12  dicembre 2008. Un giornalista «convocato» nell'ufficio del comandante della polizia municipale che, incurante anche della presenza di due rappresentanti dei cronisti, lo ha schiaffeggiato non avendo gradito il contenuto di un articolo. L'episodio risale ad alcuni giorni fa, ma ha ottenuto una grande risonanza grazie alle immagini trasmesse ieri sera da Tg3 Linea Notte, la trasmissione di approfondimento del telegiornale di Rai3. Sì, perchè il cronista, Carlo Migliaccio di E Polis, aveva una telecamera nascosta con la quale ha ripreso tutte le fasi di questa brutta storia, che ha suscitato oggi nuove e più vibrate reazioni sia da parte dei rappresentanti della stampa sia dei politici locali, tra cui il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Il filmato mostra il capo della polizia municipale di Napoli, Luigi Sementa, prendere a schiaffi e apostrofare violentemente Migliaccio. «Tu hai messo in pericolo me e la mia famiglia per le cose che ha scritto» dice Sementa dopo aver assestato uno schiaffone al giornalista.
Il comandante si era risentito del fatto che nell'articolo, dove venivano mosse critiche al comportamento dei vigili, vi sarebbe stata l'indicazione della sua abitazione privata. Un'accusa respinta dal giornalista. «Pur comprendendo la preoccupazione del Comandante della Polizia Municipale di voler garantire la sicurezza dei propri congiunti - ha detto Iervolino - il sindaco ha espresso il più vivo disappunto per quanto accaduto nei rapporti con il giornalista Alessandro Migliaccio e per le modalità in cui l'episodio si è verificato». «Uno schiaffo dato ad un giornalista - dice la Fnsi - da parte di chi deve, più di altri, rispettare le regole ed il lavoro altrui è uno schiaffo inaccettabile che non può essere derubricato come semplice sfogo. Suona, invece, come uno schiaffo che si può dare al giornalista il cui lavoro non è stato gradito». Migliaccio è amareggiato anche dal comportamento dei colleghi: «Molti mi hanno chiesto di tacere sulla vicenda, di lasciar correre. Quando poi hanno saputo che avevo ripreso tutto con una telecamera, improvvisamente mi si è fatto il vuoto attorno. I colleghi campani, tranne quelli di E polis, mi hanno tradito tutti. Si sono limitati ad un comunicato di solidarietà ma al di là di questo nessuno spazio sulla stampa locale» ha affermato in un'intervista rilasciata a www.articolo21.info. E Beppe Giulietti, portavoce dell'Associazione, giudica il gesto di Sementa incompatibile con qualsiasi funzione pubblica. Intanto la polizia municipale ha reso noto che oggi una busta contenente un proiettile calibro 38 special è stata recapitata a Sementa presso il comando della polizia municipale. Nella busta, oltre al proiettile, c'era una fotocopia dell'articolo del quotidiano Il Napolì intitolato Gran bazar d'illegalità nel rione del comandante: sulla fotocopia sono state tracciate due croci, sul nome di Sementa e su quello della strada dove abita il generale. L'assessore alla Polizia urbana Luigi Scotti convocherà nei prossimi giorni il comandante: «Anche la convocazione del giornalista al comando della polizia municipale mi sembra insolita» ha detto Scotti.   (ANSA)
 
CRONISTA SCHIAFFEGGIATO. MIGLIACCIO: TRADITO DA COLLEGHI.
Roma, 12  dicembre 2008.  «Che l'articolo 21 venga rispettato. Questo il motivo per cui ho denunciato la vicenda e non sono stato zitto. Che vengano rispettate le leggi e che il giornalismo rispetti a sua volta la sua missione: informare e denunciare, altrimenti si riduce a insignificante velina». Così Alessandro Migliaccio, giornalista di E Polis, schiaffeggiato dal Comandante della polizia municipale di Napoli Luigi Sementa, chiude l'intervista rilasciata a www.articolo21.info. E Beppe Giulietti, portavoce dell'Associazione, giudica il gesto di Sementa incompatibile con qualsiasi funzione pubblica. Migliaccio è amareggiato dal comportamento dei colleghi: «... Molti colleghi mi hanno chiesto di tacere sulla vicenda, di lasciar correre. Quando poi hanno saputo che avevo ripreso tutto con una telecamera improvvisamente mi si è fatto il vuoto attorno.». «I colleghi campani, tranne quelli di E polis - prosegue - mi hanno tradito tutti. Si sono limitati ad un comunicato di solidarietà ma al di là di questo nessuno spazio sulla stampa locale», «Un gesto di tale natura è incompatibile con qualsiasi funzione pubblica», sostiene il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti. « Non ci interessa sapere quali siano le motivazioni che hanno provocato una reazione simile, la cosa certa è che è inaccettabile, inaccettabile nei confronti di un cronista, ma inaccettabile in generale nei confronti di qualsiasi cittadino». «Rivolgiamo dunque un invito all'amministrazione di Napoli affinchè non solo chiarisca al più presto la vicenda, ma prenda anche adeguati provvedimenti in merito».(ANSA).
 
CRONISTA SCHIAFFEGGIATO: FNSI, SIAMO VICINI AL COLLEGA
Roma, 12 dicembre 2008.  «La Fnsi, con l'Associazione napoletana della stampa, resta vicina al collega Alessandro Migliaccio e chiede che fatti del genere non si debbano mai più ripetere», si legge in una nota della Federazione nazionale della Stampa riguardo alla vicenda del cronista di E Polis Alessandro Migliaccio schiaffeggiato dal capo dei vigili urbani di Napoli Luigi Sementa. «Il clamore suscitato dall'aggressione subita dal collega di E-polis a Napoli da parte di un ufficiale dei vigili urbani - dice la Fnsi - ripropone l'esigenza di una cultura di rispetto per gli organi di informazione ed i loro operatori da parte di chi è incaricato di funzioni di polizia. Uno schiaffo dato ad un giornalista da parte di chi deve, più di altri, rispettare le regole ed il lavoro altrui è uno schiaffo inaccettabile che non può essere derubricato come semplice sfogo. Suona, invece, come uno schiaffo che si può dare al giornalista il cui lavoro non è stato gradito. Ma nessun giornalista ha nel proprio dna quello di essere accondiscendente e cortigiano verso chicchessia. Nello specifico - conclude la nota - va sottolineato che a Napoli ed in Campania già troppi giornalisti sono sotto tiro della criminalità. Per i tutori dell'ordine non è accettabile perdere la testa al di là di ogni considerazione». (ANSA).
 
CRONISTA SCHIAFFEGGIATO. ODG CAMPANIA ACCANTO A MIGLIACCIO
Napoli, 12 dicembre 2008. L'Ordine dei Giornalisti della Campania «sarà al fianco del collega Alessandro Migliaccio, il cronista del quotidiano schiaffeggiato dal comandante dei vigili urbani Luigi Sementa, in sede legale». Lo ha stabilito il Consiglio dell'Ordine, fanno sapere i vertici dell'Ordine, nella riunione del 10 dicembre confermando la linea di «essere accanto a tutti i colleghi vittime di soprusi». (ANSA).
 
CRONISTA SCHIAFFEGGIATO. ODG: IERVOLINO SOSPENDA CAPO VIGILI.
Roma,12 dicembre 2008. «È sconcertante che il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, non abbia ancora sospeso dal servizio il capo della locale Polizia municipale, Luigi Sementa, il quale ha ritenuto di poter convocare nel suo ufficio un cronista di E Polis, Alessandro Migliaccio, e di schiaffeggiarlo perchè era l'autore di un servizio che non risultava gradito non si capisce bene a chi e a quanti». È il monito del segretario nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. Nei giorni scorsi l'Ordine dei giornalisti della Campania, l'Assostampa Campania, l'Unione cronisti della Campania e il comitato di redazione di E Polis avevano già protestato per l'episodio, denunciato dallo stesso Migliaccio, e avevano chiesto l'intervento del sindaco. «Ogni ulteriore ritardo nell'adozione di un provvedimento che allontani dal servizio Sementa, in attesa delle conclusioni di una rapida indagine - afferma Iacopino in una nota - potrà essere letto come la condivisione di un gesto insopportabile se commesso da chiunque e nei confronti di qualsiasi cittadino, ma estremamente più grave se compiuto da un pubblico ufficiale che con comportamenti di quel tipo non onora il ruolo che ricopre. Decida liberamente il sindaco se continuare a restare nella linea che ha portato lei stessa a definire 'sciacallì i giornalisti durante il funerale di Giorgio Nugnes». (ANSA).



Il capo dei vigili e il giornalista: la parola ai lettori


Articolo del: 27-04-2009


da la repubblida del 22 aprile 2009   scarica l'articolo in pdf



Libertà di stampa


Articolo del: 27-04-2009



NAPOLI, MIGLIACCIO:
«DOPO LO SCHIAFFO

LA SOLITUDINE» di Silvia Pizzorno (www.agendacomunicazione.it) Nostra intervista al cronista de "Il Napoli-E Polis", aggredito dal comandante dei vigili per un servizio non gradito sul degrado di un quartiere dal quale «passa tutti i giorni». «Dai colleghi ho avuto solo manifestazioni di solidarietà formale - dice all'Agenda News - in pratica si sono concentrati più su quello che non ho scritto, ovvero l'indirizzo di casa del comandante Sementa che mi ha accusato di aver messo a repentaglio la sua incolumità, che sul fatto in se stesso, che vuol dire un incredibile attacco alla libertà di espressione». La durissima presa di posizione dell'Ordine nazionale dei giornalisti, mentre il sindaco Jervolino continua a tacere. Le accuse di Migliaccio e le risposte dei colleghi. Ecco l'articolo contestato (scarica il pdf).

In una nota durissima (vedi) firmata ieri dal segretario Enzo Jacopino, l'ordine nazionale dei giornalisti chiede come mai il Comune di Napoli non abbia ancora preso provvedimenti nei confronti del Comandante dei Vigili Urbani, ex generale dei carabinieri, Luigi Sementa, che lo scorso 5 dicembre aveva schiaffeggiato un cronista de "Il Napoli-E Polis", Alessandro Migliaccio, per un articolo intitolato “Gran bazar dell'illegalità nel rione del comandante”(scarica il pdf). Nel suo articolo, uscito la mattina stessa, il giornalista aveva denunciato come Sementa avesse adottato il pugno di ferro in alcuni quartieri della città, lasciando invece che le violazioni, anche gravi, del codice della strada e dei regolamenti comunali si perpetuassero in una zona in cui lo stesso «passa tutti i giorni», visto che risiede lì vicino. L'episodio è avvenuto alla presenza di altri due giornalisti: Renato Rocco ("Il Roma") e Giuseppe Grimaldi ("Il Mattino"), rispettivamente presidente e consigliere dell'Unione Cronisti della Campania, chiamati dallo stesso Sementa. Migliaccio lamenta il fatto che la notizia della sua aggressione sia apparsa con forte ritardo su tutte le testate di Napoli, che l'hanno pubblicata solo dopo che all'episodio era stato dedicato un servizio da "Rai Tre Linea Notte". Nonostante la solidarietà manifestata a Migliaccio da tutti gli organi di categoria locali e nazionali (Ordine, Fnsi, Unci), molti colleghi napoletani - denuncia il giornalista - hanno dato il via a una vera e propria campagna denigratoria, presentando la notizia come se il comportamento di Sementa fosse in qualche modo giustificabile, perché il Comandante avrebbe accusato l'autore del servizio di aver pubblicato il proprio indirizzo di casa, mettendo a repentaglio l'incolumità sua e della sua famiglia. Come precisato anche nel comunicato dell'Ordine, tuttavia, l'articolo di Migliaccio non ha rivelato affatto l'ubicazione del domicilio di Sementa.
A complicare ulteriormente la vicenda, il fatto che Sementa, nei giorni successivi all'aggressione, avrebbe ricevuto una lettera intimidatoria contenente un proiettile e l'articolo di Migliaccio, un episodio che i giornali locali hanno messo in relazione allo schiaffo. Qualcuno ha scritto che in quell'articolo l'indirizzo del comandante era stato evidenziato. Una bugia, visto che quell'indirizzo, nell'articolo, non è mai citato. «Diversamente da quanto scritto da molte testate locali - racconta Migliaccio ad "Agenda News" - alle quali ho già fatto pervenire attraverso il mio avvocato una richiesta di rettifica, nel pezzo io non ho indicato l'indirizzo di casa del Comandante. Mi sono limitato a individuare il quartiere, anche perché denunciavo una disparità di trattamento, quanto a severità delle forze dell'ordine, tra un luogo dove il Comandante passa tutti i giorni, e che quindi dovrebbe essere ben presidiato anziché abbandonato all'illegalità, e altri quartieri dove invece viene attuato il pugno di ferro. Indicare il luogo dove si svolge un fatto, fino a prova contraria, è una delle prime regole del buon giornalismo. Se Sementa si sente minacciato al punto di pensare che sia rischioso rivelare il quartiere dove abita, poi, forse dovrebbe evitare di farsi prelevare ogni mattina nella stessa piazza dalla macchina di servizio, dove chiunque lo può vedere».
Dopo l'episodio Alessandro Migliaccio si è sentito il vuoto intorno. «Ho avuto tante manifestazioni di solidarietà formale (Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Campania si è costituito parte civile al suo fianco dopo la querela a carico di Sementa - ndr) ma poi, all'atto pratico, i colleghi mi hanno lasciato solo. Le due persone che hanno assistito allo schiaffo non hanno scritto una riga e molti colleghi, quando alla fine la notizia è uscita, hanno presentato i fatti come se Sementa avesse reagito a un'offesa. Quello che mi preme sottolineare è che se anche io avessi veramente rivelato l'indirizzo di casa di Sementa nel mio articolo (e ribadisco che non è così) non trovo che per questo un rappresentante delle istituzioni sia legittimato a picchiare un giornalista. È grave che nessuno dei miei colleghi, qui a Napoli, abbia sentito il bisogno di mobilitarsi per un episodio che probabilmente non ha precedenti e che non riguarda solo me, Alessandro Migliaccio, ma il ruolo di tutti noi. Se chi rappresenta l'autorità si sente libero di attaccare fisicamente la stampa quando questa denuncia fatti scomodi, come possiamo continuare a fare il nostro lavoro?»
Migliaccio se lo chiede e lo chiede a tutti i colleghi in una lettera (vedi) che ha inviato all'Unione Nazionale Cronisti Italiani. Risponde Renato Rocco, Presidente dell'Unione Cronisti della Campania: «La notizia è uscita con un po' di ritardo perché è stata battuta solo in serata dalle agenzie, visto che per diramare un comunicato firmato da Ordine, Fnsi e Unci abbiamo dovuto aspettare che Migliaccio presentasse querela formale. Lo stesso giorno, poi, in città c'erano stati due omicidi e i cronisti erano tutti impegnati. Effettivamente pochi hanno riferito dell'episodio e anch'io condanno il fatto che all'interno delle redazioni non sia stato giudicato importante dare risalto alla notizia di un collega aggredito. Molti mi hanno anche rimproverato per la scarsa rilevanza data all'episodio, ma richiamare i colleghi a una maggiore solidarietà di categoria non sta a me, bensì al presidente dell'Ordine. Personalmente non ho ritenuto il caso di scrivere in prima persona, visto che ricopro un ruolo istituzionale, e l'altro collega che ha assistito al fatto il giorno dopo era di riposo. Come presidente e consigliere dell'Unci, io e Grimaldi abbiamo preferito mantenere un ruolo di mediazione, anche perché il comandante Sementa è la persona che ha fatto arrestare gli assassini del collega Giancarlo Siani e molti esponenti del clan dei casalesi. Pur conoscendolo e avendone stima, tuttavia, siamo immediatamente intervenuti quando Migliaccio è stato aggredito. Ribadisco che non è ammissibile che il comandante dei vigili schiaffeggi un giornalista, perché con lui schiaffeggia tutta la categoria. Allo stesso modo, se chi ha un ruolo istituzionale compie un gesto del genere, anche l'amministrazione comunale dovrebbe sentirsi coinvolta. Ci saremmo aspettati, quindi, più sensibilità da parte del Sindaco Jervolino che a tutt'oggi, nonostante il richiamo del segretario nazionale dell'Ordine, non ha preso alcun provvedimento».
Migliaccio però non ha gradito il fatto che al comando, il giorno dell'aggressione, fossero presenti Rocco e Grimaldi. «Quello che sospetto - accusa Migliaccio - è che non fossero lì per caso. Forse il comandante dei vigili si era lamentato con loro per il mio articolo e loro erano venuti ad assistere a un chiarimento che, in fin dei conti, riguardava solo me e Sementa». «In effetti - conferma Rocco - il comandante ci aveva chiamati nella veste di rappresentanti dell'Unci dicendo che intendeva querelare Migliaccio e noi siamo andati all'incontro per esercitare un ruolo di garanzia».
Secondo quanto ci ha dichiarato Migliaccio, le testate che hanno scritto che nell'articolo c'era l'indirizzo di casa del comandante dei vigili (e che il giornalista ha segnalato al suo avvocato per chiedere i necessari provvedimenti), sono: "Il Mattino" di Napoli del 13 dicembre («...a Sementa è stata recapitata una lettera minatoria con all'interno un proiettile, il ritaglio di giornale dove è stato rilevato l'indirizzo del generale - il motivo che ha scatenato la sua reazione - con delle croci disegnate sulla sua foto») e del giorno successivo («A scatenare lo schiaffo dato dal generale al giornalista de "Il Napoli-E Polis" Alessandro Migliaccio - e ripreso con una telecamera nascosta - che aveva rivelato in un articolo l'indirizzo dell'abitazione dell'ufficiale, considerato dalle forze dell'ordine un obiettivo sensibile per aver arrestato in passato numerosi esponenti della criminalità organizzata»); La Repubblica di Napoli del 6 dicembre («L'animata discussione tra i due sarebbe nata dopo la pubblicazione di un articolo in cui si indicava l'indirizzo di casa del generale, particolare che secondo il comandante avrebbe messo a grave rischio la sua famiglia») e del 13 dicembre («Il giornalista - che ha addosso una telecamera - viene aggredito con uno schiaffo, da Sementa, scosso per il timore che l'articolo - in cui si pubblica l'indirizzo della sua abitazione - possa causare problemi a sua moglie e a suo figlio»); Il "Corriere del Mezzogiorno" del 14 dicembre («Il comandante dei vigili ha schiaffeggiato un cronista, reo di aver pubblicato in un articolo il suo indirizzo privato. E dopo qualche giorno ha ricevuto un proiettile calibro 38 insieme con il testo di quell'articolo, con una croce sul suo nome e su quello della strada dove abita»); "Cronache di Napoli" del 13 dicembre («Una busta bianca contenente una pallottola calibro 38 special avvolta in una fotocopia di giornale. Sul foglio due croci nere, una vicino al nome di Sementa e l'altra sull'indirizzo di casa»). Di queste testate, solo "La Repubblica" ha pubblicato la rettifica, anche se non le ha dato, come previsto dalla legge, lo stesso rilievo della notizia dove erano comparse le informazioni errate. (24 dicembre 2008)



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