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di Alessandro Migliaccio


I parcheggiatori abusivi scrivono a Ges├╣:"Ed io mi rivolgo al Padre Eterno"


Articolo del: 03-10-2008


Caro Padre Eterno,

i parcheggiatori abusivi di Napoli si sono rivolti a tuo figlio Gesù pregandolo di aiutarli nel perseverare a tartassare noi poveri automobilisti napoletani, io mi rivolgo a te perché invece continui a dare la forza e lo sprone ai vigili urbani per portare avanti con costanza e pervicacia  la battaglia da loro intrapresa in questi giorni, facendo sì che queste figure, simbolo d'illegalità diffusa, scompaiano una volta e per sempre dalle strade della Città. Capisco anche perché non si sono rivolti a San Gennaro, come abitualmente fanno i napoletani, per chiedergli il "miracolo". Sanno che difficilmente li favorirebbe, conoscendo anche i meccanismi con i quali da lustri prelevano denaro dalle tasche degli automobilisti partenopei, costretti a pagare due volte, sia per il ticket nelle strisce blu, che si sono diffuse a macchia d'olio a Napoli, sia per la "tassa" al parcheggiatore abusivo. Il che nell'attuale periodo di crisi economica non è certamente cosa da poco. Inoltre proprio sotto al cippo del Santo Patrono di Napoli, in via S. Gennaro ad Antignano, nel quartiere Vomero, laddove si ricorda che avvenne la prima liquefazione del sangue del santo, è stato piazzato un cassonetto, pieno d'immondizia, spostato dal sito assegnatogli, per far posto alle auto in sosta vietata, in una zona dove da anni sono presenti proprio i parcheggiatori abusivi. Liberaci una volta e per sempre da questa piaga che, peraltro, pare, che rappresenti uno dei tanti filoni attraverso i quali viene foraggiata la malavita organizzata. L'unico aiuto che possiamo chiederti per questi signori è quello di trovargli un lavoro onesto, col quale possano sostenere le loro famiglie, smettendola di vivere sulle spalle degli automobilisti napoletani.
 Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari - Napoli
 



Tre mandati: Troppi anche per un Rettore


Articolo del: 01-10-2008


Un brutto segnale dall'Università di Salerno. In un momento storico nel quale si parla tanto di avvicendamento, di dare spazio alle nuove generazioni, evitando, peraltro, il permanere alle cariche elettive per troppi mandati, lo statuto dell'ateneo in questione è stato modificato per consentire a presidi e rettore di permanere in carica anche per un terzo mandato. Il che si traduce nel dato del congelamento delle cariche elettive per 12 anni, visto che ogni mandato dura ben 4 anni. Poco conta il fatto che per ottenere la candidatura al terzo mandato occorra un'autorizzazione dell'assemblea elettiva. Si sa bene come va a finire in questi casi, e si può scommettere che la candidatura non verrà negata a nessuno dei pretendenti che volesse cimentarsi, dopo due mandati, per la terza volta. Un modello che ci auguriamo non venga esportato per altri organismi elettivi, ritenendo che un ricambio giovi sempre sia alle istituzioni sia alle persone e che il troppo permanere in ruoli di vertice, tanto più quando questo risultato è frutto di elezioni, non può che essere deleterio. Se, peraltro, il legislatore avesse ritenuto che, per portare a termine un determinato mandato, occorreva un periodo più lungo, l'avrebbe previsto nella norma senza consentire il ricorso a questi artifizi. Osservo anche che il rettore dell'Università in questione ha compiuto da poco i 65 anni e che, laddove nel 2009 decidesse di riproporsi, ottenendo la candidatura per la terza volta, una volta eletto resterebbe in carica fino al 2013, all'età di 70 anni. In che equivale, in pratica, ad una carica a vita. Facciamo largo ai giovani, dunque, e non solo a parole.

Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari - Napoli



Tim famiglia: 300% di aumento per i "numeri amici"


Articolo del: 01-10-2008


Tra le tante poco gradite sorprese che la TIM propina ai propri clienti della telefonia mobile in questo scorcio di fine estate, caratterizzato da aumenti in tutti i settori, ma sempre contenuti con percentuali al massimo di due cifre, c'è ne uno che sarà sfuggito alla maggioranza degli utenti e che addirittura arriva ad una cifra a tre zeri. Si tratta di un aumento del 300%, peraltro  tutto da decifrare a leggere le notizie che ciascuno può reperire accedendo con propri username e password nell'apposito sito di internet. Mi riferisco, segnatamente, alla tariffa TIM famiglia, la quale consentiva d'indicare tre numeri "amici", due di cellulari TIM ed un numero fisso, ai quali telefonare pagando, oltre al consueto "scatto alla risposta" di 16 centesimi di euro, solo 1 centesimo al minuto. Orbene dal 9 settembre scorso, leggendo nei "dettagli" si apprende che " il costo delle chiamate verso operatori nazionali sarà aumentato di 0,05 centesimi di euro per secondo di conversazione, iva inclusa ". Non si precisa che in tali aumenti sono comprese anche le telefonate verso i numeri amici, cosa della quale prendi coscienza quando vedi scalare le somme dal tuo credito residuo. Facciamo un poco di conti. L'aumento per ogni minuto di telefonata, a 0,05 centesimi al secondo, è pari a 3 centesimi, che sommati a un centesimo, che è la tariffa applicata dalla TIM precedentemente per le telefonate verso i numeri "amici", porta ad un totale di 4 centesimi al minuto. In altre parole la tariffazione verso i "numeri amici",  dal 9 settembre scorso, è passata da 1 centesimo a 4 centesimi al minuto con un aumento del 300%. Per esemplificare se prima del 9 settembre una telefonata verso un numero amico di 3 minuti costava appena 26 centesimi, adesso ne costa 56 ( compreso lo scatto alla risposta ). Comunque è più che raddoppiata. Un altro bel "regalo" della TIM ai propri clienti, passato sotto silenzio sia degli organi d'informazione sia delle autorità e delle associazioni che dovrebbero garantire e tutelare  i consumatori. "Numeri amici", ma amici di chi, viene da domandarsi? Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari - Napoli



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