Teledenuncio.it

di Alessandro Migliaccio


L'orologio di piazza Vanvitelli non regolato


Articolo del: 14-03-2010


L'orologio di piazza VanvitelliIncredibile ma vero: nonostante che l’ora legale sia terminata il 25 ottobre dell’anno scorso, e che siano trascorsi, dunque, oltre quattro mesi, lo storico orologio di piazza Vanvitelli continua ad andare un’ora avanti, in quanto non si è provveduto all’aggiornamento per ripristinare l’ora solare. Eppure dopo il recente intervento di restauro, durato circa un anno, l’amministrazione comunale si era impegnata ad avere maggior cura per gli “impianti dell’ora unica”. Unica sì, ma reale. Si ricorderà che lo storico orologio, emblema della piazza, fa parte degli undici orologi elettrici cittadini,  ultimi rimasti dei 40, installati oltre 80 anni fa nelle strade di Napoli. Gli altri sono ubicati in via S. Lucia, in piazzetta Augusteo, al Museo, in via del Sole, in piazza Cavour, in via Filangeri, in via Mezzocannone, a Montesanto, in via Diaz ed in via Duomo. Questi orologi, all’epoca denominati “ Impianti dall’ora unica “ per il fatto che segnavano
sincronicamente la stessa ora in tutti i punti nei quali erano dislocati, furono installati dall’Ente Autonomo Volturno su disegno dell’ing. Ventura e con la fusione delle colonne in ghisa eseguita dalla fonderia di Capodimonte di Enrico Treichler. Ciascuno di essi aveva una propria illuminazione particolare intorno ai quadranti, sicché era possibile leggere l’ora anche a notte inoltrata. Anche il restauro di tali orologi destò all’epoca con poche perplessità, dal momento che furono modificate alcune caratteristiche originarie, come la numerazione che, prima dell’intervento, era riportata in numeri romani mentre ora è espressa con numeri arabi.



Stadio e pallottole di gomma


Articolo del: 16-02-2010


Il Sindacato polizia Nuova ha sempre rappresentato, da due anni a questa parte, il pericolo sempre crescente rappresentato dai tifosi e dagli pseudo tifosi organizzati e non.
Non sono bastati i poliziotti ed i carabinieri feriti, non sono bastati i tornelli smontati ed usati come clave contro i tutori dell’ordine, non sono bastate le partite serali per far prendere una decisione dura e pura dello Stato che tutelasse i cittadini che con le famiglie vanno a vedere un vento sportivo.
Non è bastato una struttura inagibile, come quella di Udine, per fermare il grande business, una vera trappola per topi dove non esistono i minimi canoni di sicurezza, dove non si contano gli allagamenti, con una copertura sulla quale è sceso un silenzio tombale con il silenzio assenso del Ministero, delle varie e svariate commissioni, della Prefettura che vede gli spettatori vivere in un continuo pericolo di vita e i poliziotti cercare di barcamenarsi per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica.
Cosa importa se qualcuno può morire, cosa importa se ci sono donne , bambini, famiglie che rischiano la vita,  come la rischiano i poliziotti ed i carabinieri che sono costretti a vedere orde barbariche mettersi a ballare su i mezzi di polizia.
Quel che conta, anche se la partita è serale ed a rischio, anche se vietata, è che si guadagnino milioni di euro, perché 60.000 biglietti più la pubblicità fanno gola a tutti e cosa può importare che una vita valga dieci euro, tanti euro tanti soldi.
Gli uomini in divisa sono, ormai, disgustati, di questa vergogna che si consuma sempre più gravemente sotto i loro occhi e in modo sempre più efferato innanzi ad uno Stato ormai impotente e schiavo di decisioni politiche comandante dal vil denaro.
Allora, dato che  ormai è troppo tardi, dato che la Legge non esiste più allo Stadio, dato che si rischia la vita ogni volta si disputa una partita, prima che qualche uomo in divisa si trovi tragicamente intrappolato e, per salvare la vita propria o quella altrui, sarà costretto ad utilizzare l’arma di ordinanza con effetti tragici e devastanti, meglio che allo Stadio vengano utilizzati i proiettili di gomma e i dispositivi che sono stati utilizzati all’epoca del G8 per difendere quel che oggi è indifendibile: la sicurezza e l’incolumità del cittadino e delle Forze dell’Ordine e di quel che anche non si tutela più: l’Ordine e la Sicurezza Pubblica allo Stadio.
Quale altra scusa potranno accampare coloro che autorizzano determinati eventi alla luce dei fatti accaduti, e preannunciati da tempo da Polizia Nuova, a quale cavillo si aggrapperanno?
Ad oggi nessuno dei componenti gli Organi preposti, quelli Comunali, i Provinciali, i Regionali, i Prefettizi e i componenti di quelle Commissioni che autorizzano, sempre e comunque, la disputa delle partite in quelle trappole per topi, che ancora devono subìre un processo, e che sicuramente, se quel che abbiamo sempre rivendicato si aggraverà e porterà a conseguenze gravissime, lor signori non potranno sfuggire cavillosamente alle proprie responsabilità, il Sindacato Polizia Nuova, dato che continuano ad autorizzare l’impossibile ogni volta, li farà perseguire in ogni sede e a tutti i costi perché è loro la colpa e loro sono le responsabilità di tutto questo e degli eventuali fatti gravi che ulteriormente accadranno.

Meglio muoversi oggi, che è già tardi, che quando avverrà una tragedia ancor più grave.

Il Segretario Generale Regionale
Pasquale Di Maria



Sos traffico da via Cilea


Articolo del: 06-02-2010


Capisco perfettamente tutte le problematiche dovute alla carenza di organico della Polizia Municipale ma visto che via Cilea e via Santa Maria della Libera strade sono il punto nevralgico della viabilità vomerese ed in attesa che l'assessorato alla Viabilità si decida finalmente a trovare soluzioni alternative, chiediamo una presenza fissa dei vigili urbani. Sabino Genovese



Cerca nel sito

Le vostre Segnalazioni

Clicca sulla mappa la regione di cui ti interessa leggere le segnalazioni degli utenti.

Puoi seguirci anche su: